Under Construction

San Giovanni Paolo II, 18 maggio 1920 - 2 aprile 2005

In occasione del Centenario della nascita di San Giovani Paolo II, del Papa amato da tutti, da grandi e piccoli, da fedeli e cittadini di qualsiasi angolo della terra, desideriamo portare il nostro contributo al festeggiamento di questa  data, ricordando il suo viaggio apostolico in Georgia  nel mese di novembre del 1999.

È stata la prima visita del Pontefice in un Paese ortodosso dell’area post sovietica e il primo viaggio nel Caucaso, considerevole anche dal punto di vista ecumenico, in quanto veniva effettuato in una regione multinazionale e di diverse religioni, in un Paese geopoliticamente importante  e di notevoli prospettive.

Secondo le parole di Sua Santità Giovanni Paolo II stesso, questa visita  è stata un opportunità di ricambiare quella la prima visita storica del Catholicos-Patriarca dell’antica Chiesa Apostolica Georgiana alla Sede Apostolica a Roma, avvenuta il 6 giugno 1980. Durante tale incontro si sono scambiati il santo bacio della pace e si sono promessi di pregare l’uno per l’altro. Inoltre il Pontefice si è cosi espresso: ,,Vostra Santità, è stato con amore e preoccupazione fraterna che la Chiesa di Roma ha partecipato da vicino alle gioie e ai dolori della Chiesa di Georgia. Sia in tempo di pace che in tempo di persecuzione la vostra Chiesa ha dato una fedele ed esemplare testimonianza per quanto attiene alla fede cristiana e ai sacramenti cristiani, una testimonianza data da molti santi uomini e martiri dai giorni di san Nina in poi’’.

Nell’ ambito de Viaggio Apostolico del Papa Giovanni Paolo  II in Georgia, l’arrivo dal viaggio in India avviene il 8 novembre del 1999. In quel occasione il Santo Padre ha pronunciato  parole importanti: ,,Giungiamo ora nel continente europeo e sono lieto che l’arrivo in Georgia avvenga in un giorno significativo cioè la vigilia del decimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, che incoraggia a gettare ponti fra i popoli, le nazioni, le religioni e le culture’’.

Sua Santità  Giovanni Paolo II e il Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia, Sua Santità Ilia II, durante il loro fraterno incontro a Tbilisi hanno desiderato di rivolgere un appello per la pace ai Governi, alle Organizzazioni Internazionali, ai Responsabili Religiosi e a tutte le persone di buona volontà

Il bisogno di pace c’era allora e lo è  tutt’ora, basti pensare ai incessanti  appelli di Papa Francesco per la Pace, per la cessazione globale del fuoco, per la solidarietà e la fraternità tra i popoli. Leggendo la Dichiarazione congiunta dei due  Capi di Chiesa, sembra che non siano passati gli anni da allora, essendo cosi  attuale e necessario il loro appello in questo arco della storia del mondo e soprattutto alla luce delle sfide provocate  dalla pandemia di Covid-19:

,,In un tempo cosi importante, il mondo deve mobilitare  tutte le sue forze spirituali, intellettuali e fisiche  per evitare una catastrofe mondiale’’, ,,è importante che la sovranità, l’integrità territoriale e la sicurezza dei Paesi siano garantite dalle Organizzazioni Internazionali’’. ,,Ci rivolgiamo a quanti ascoltano il nostro messaggio affinché dimostrino saggezza e forte determinazione a salvare questo pianeta, affidato alla loro cura, dal pericolo della guerra e quindi a creare le condizioni necessarie affinché il Terzo Millennio possa essere veramente ,,Pace in terra, buona volontà fra gli uomini’’.

Nel suo discorso durante la cerimonia di benvenuto, il Santo Padre, dopo  aver ringraziato per l’invito e poi per l’accoglienza  Sua Santità Ilia II e Eduard Shevardnadze, il Presidente della Georgia di allora, ha sottolineato che per anni aveva il desiderio di visitare questa amata terra e ,,ora, trovandomi per la prima volta  in terra georgiana, sono profondamente commosso dalla lunga e gloriosa storia del cristianesimo in questa terra, che risale alla predicazione dell’Apostolo Andrea, di Santa Nino all’inizio del IV secolo e al regno del Re Vakhtang Gorgasali alla fine del V secolo. Da allora in poi, il cristianesimo è diventato il seme della successiva fioritura della cultura georgiana e la Chiesa è diventata la custode dell’identità della nazione.’’

,,Il cristianesimo ha contribuito molto al passato della Georgia e non m deve contribuire meno al suo futuro. Domani ricorrerà il X anniversario della caduta del muro di Berlino, risultato di circostanze straordinarie nelle quali il Signor Eduard Shevardnadze ha svolto un ruolo sostanziale, evento che ha simbolicamente aperto una nuova era nella vita di molti Paesi’’.

,,La riconquista  dell’indipendenza della Georgia nel 1991 è stata un grande passo avanti. Ora, il compito consiste nello stabilizzare la pace in questa regione, nel promuovere l’armonia  e la cooperazione e nel garantire che la libertà conduca a una nuova fioritura culturale, traendo forza dal vostro passato cristiano ed edificando una società degna di questa nobile nazione.’’

Durante la sua visita in Georgia, Papa Giovanni Paolo II si è riunito con i rappresentanti del mondo della cultura, della scienza e delle arti  della Georgia, i quali, per dimostrare l’affetto e la stima per  il Capo della Chiesa cattolica hanno voluto dare il benvenuto in lingua latina tramite il discorso di saluto del Presidente di allora dell’Accademia delle Scienze della Georgia il Professor Tamaz Gamkrelidze. A turno suo il Pontefice ha menzionato gli studiosi, scrittori e artisti georgiani come ,,rappresentanti e custodi dell’eccezionale patrimonio culturale e la Georgia come ,,Paese dei poeti e artisti e l’orgogliosa erede di un antica tradizione, arricchita da elementi tratti dai contatti con altre nazioni e popolazioni’’.

,, Con il crollo delle barriere che per tanto tempo hanno simboleggiato le separazioni fra Est-Ovest, la Georgia ha inaugurato un capitolo nuovo ed entusiasmante della sua storia. ,,Nel rivolgermi a voi oggi, non posso a non ricordare il contributo del cristianesimo alla cultura georgiana. È significativo che per molti secoli la vostra letteratura nazionale sia stata quasi esclusivamente di ispirazione religiosa, ciò rispecchia qualcosa che vale per tutta la cultura umana’’. ,,Le generazioni di cristiani hanno lottato per creare e per tramandare una cultura il cui fine è una comunione fraterna di persone sempre più profonda e universale’’. ,,La fede cristiana a ispirato l’amore per la parola scritta che ha esercitato un forte impatto sulla vostra lingua, sulla vostra letteratura e su tutta la vostra vita culturale.’’

Il Santo Padre ha parlato, inoltre, delle antiche tradizioni, legate alla tonica di Cristo conservata nella Cattedrale di Svetitskhoveli,  alla predicazione del Vangelo nel nostro Paese dagli Apostoli Andrea e Simeone, alle traduzioni dei testi che ,,rappresentano un tesoro autentico condiviso con tutto il mondo cristiano’’, dei monasteri georgiani  e i monaci presenti in diverse parti del mondo cristiano.

Nel corso dell’incontro con Sua Santità Ilia II e i  membri del Santo Sinodo, il Pontefice  ha voluto sottolineare quant’era significativo ,,che questa prima visita di un  Vescovo di Roma alla Chiesa ortodossa georgiana si svolga alla vigilia del  Grande Giubileo del bi millenario della nascita del Figlio di Dio’’. Il Santo Padre ha ,,assicurato del rispetto e dell’ammirazione che la Chiesa Cattolica nutre per la Chiesa Georgiana, Chiesa Georgiana, radicata nella comunità originale di Gerusalemme, una della prime comunità cristiane (… )Monaci santi ed eruditi donarono a questa terra, che secondo la tradizione custodiva la tonaca del Signore, molti dei suoi monumenti eterni di cultura e civiltà. Schiere di martiri hanno donato il loro sangue per il Vangelo quando professare la fede cristiana era un reato punibile con la morte:  dai nove bambini martiri di Kola a Santa Shushanik, Sant’ Eustachio di Mtskheta, Sant’Abo di Tbilisi, fino alla Regina Ketevan. Per la sua storia e la sua cultura cristiane la Georgia merita il riconoscimento della Chiesa universale.

Giovanni Paolo II  ha ricordato i contatti fecondi tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa Georgiana, avviati al tempo del Concilio Vaticano II, al quale la nostra Chiesa aveva inviato alcuni osservatori, e come lo scrive nella sua lettera enciclica UT UNUM SINT (25 maggio del 1995):,,il legame con le Chiese d'Oriente, incrinato durante i secoli, si è rinsaldato con il Concilio Vaticano II. Gli osservatori di queste Chiese presenti al Concilio, assieme a rappresentanti delle Chiese e Comunità ecclesiali d'Occidente, hanno manifestato pubblicamente, in un momento così solenne per la Chiesa cattolica, la comune volontà di ricercare la comunione’’, e prosegue: ,,delle Chiese d'Oriente, chiamate anche ,,Chiese sorelle’’, è stata riconosciuta la grande tradizione liturgica e spirituale, il carattere specifico del loro sviluppo storico, le discipline da loro seguite sin dai primi tempi e sancite dai santi Padri e dai Concili ecumenici, il modo che è loro proprio di enunciare la dottrina. Tutto ciò nella convinzione che la legittima diversità non si oppone affatto all'unità della Chiesa, anzi ne accresce il decoro e contribuisce non poco al compimento della sua missione. In questa prospettiva, un'espressione che ho più volte adoperato trova il suo motivo più profondo: la Chiesa deve respirare con i suoi due polmoni!’’ 

Il Papa ha sottolineato che negli ultimi anni, in seguito alla libertà ritrovata del nostro Paese, ,,i rapporti tra le nostre Chiese sono divenuti più diretti. La Chiesa Cattolica, da parte sua, è riuscita ad assicurare la cura pastorale dei suoi fedeli. Spero ardentemente e prego ogni giorno perché la collaborazione tra le nostre Chiese cresca a ogni livello, come espressione eloquente e necessaria della testimonianza del Vangelo alla quale noi tutti, Ortodossi e Cattolici, siamo chiamati.’’  

Il Santo Padre non ha mancato di esprimere  il suo affetto alle comunità cattoliche di rito Latino, Armeno e Siro-Caldeo, ai rappresentanti delle diverse fedi e religioni, presenti in Georgia, ai malati ed anziani, ai bambini e giovani, menzionando la Georgia come la terra di singolare  ospitalità e accoglienza, di rispetto e di tolleranza  anche verso i seguaci di altre religioni. Durante l’incontro con la comunità cattolica nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo,  San Giovanni Paolo II ha desiderato evidenziare  che questa chiesa era ,,l’unica chiesa cattolica rimasta aperta a Tbilisi durante il periodo della persecuzione (…) Rendiamo grazie a Dio Onnipotente per la fede e per il coraggio che hanno sostenuto la comunità cattolica e hanno preparato  la via alla sua attuale rinascita.’’  Durante la messa celebrata nel palazzo dello sport di Tbilisi il 9 novembre del 1999, il Santo Padre ha elevato  l’Amministratore Apostolico del Caucaso dei Latini, Monsignore Giuseppe Pasotto, alla dignità episcopale, nominandolo Vescovo titolare di Musti.

Desideriamo onorare la memoria di Papa Wojtyla, il suo lungo e fecondo pontificato di 27 anni, con le parole di Papa Francesco  dalla prefazione al bellissimo libro fotografico intitolato San Giovanni Paolo II. 100 anni. Parole e immagini (Libreria Editrice Vaticana, curato da monsignor Giuseppe Merola): ,,è stato un grande testimone della fede, un grande uomo di preghiera che ha vissuto completamente immerso nel suo tempo e costantemente in contatto con Dio, una guida sicura per la Chiesa in tempi di grandi cambiamenti. Rimangono impresse nella memoria, a noi che abbiamo vissuto gli anni del suo lungo e fecondo pontificato, la sua grande passione per l’umano, la sua apertura, la sua ricerca del dialogo con tutti, la sua determinazione nel mettere in atto ogni tentativo per fermare le guerre, la sua propensione ad andare incontro a chiunque e ad abbracciare chi soffre. Con lui, primo vescovo di Roma proveniente dall’Europa dell’Est, la Chiesa del silenzio, la Chiesa dei martiri d’Oltrecortina, ha trovato voce”.